La prima volta spiazza. Stai trattenendo il respiro, tranquillo, e all’improvviso la pancia scatta verso l’interno, la gola si stringe, e il sussulto torna qualche secondo dopo, più forte. Sembra che il corpo si stia ribellando. Molti principianti si fermano lì, convinti che qualcosa sia andato storto.

Non è andato storto niente. Le contrazioni sono uno degli eventi più prevedibili di un’apnea, e capirle è uno dei passi mentali più importanti nell’apnea statica. Questo articolo spiega cosa sono, cosa le scatena, perché non significano che stai finendo l’ossigeno, come restare rilassato mentre arrivano e come usarle come indicatore di allenamento.

2
fasi in ogni apnea lunga: facile, poi di lotta
1ª
contrazione: segna il punto di rottura fisiologico
1 tocco
per registrare ogni contrazione nel timer di Anima Apnea

Cosa sono le contrazioni

Nella letteratura scientifica le contrazioni si chiamano movimenti respiratori involontari. Sono contrazioni ritmiche del diaframma e, in misura minore, degli altri muscoli inspiratori, mentre le vie aeree restano chiuse1. Il centro respiratorio del tronco encefalico invia il comando di respirare, i muscoli rispondono, ma l’aria non si muove. Lo senti come un sussulto nell’addome o nella parte bassa del torace, a volte con una chiusura riflessa della gola.

Il fattore scatenante principale è chimico. Durante l’apnea la CO₂ si accumula nel sangue e lo rende più acido. I chemocettori del tronco encefalico e delle arterie carotidi lo rilevano e aumentano lo stimolo a respirare. Più avanti nell’apnea si aggiunge il calo dell’ossigeno, e conta anche il volume polmonare: le apnee iniziate a polmoni pieni raggiungono in genere il punto di rottura più tardi di quelle iniziate con un’inspirazione parziale1. Quando lo stimolo diventa abbastanza forte, prevale sul controllo volontario del diaframma e iniziano le contrazioni.

Il punto di rottura: fase facile e fase di lotta

La ricerca descrive un’apnea lunga in due parti1. Prima viene la fase facile, con poco o nessun disagio. Il primo movimento respiratorio involontario segna il punto di rottura fisiologico. Dopo arriva la fase di lotta, in cui le contrazioni si ripetono, diventano più frequenti e di solito più forti, finché non decidi di respirare. Questa decisione viene talvolta chiamata punto di rottura convenzionale, per distinguerla da quello fisiologico.

Cosa succede nel sangue durante un’apnea CO₂ arteriosa Saturazione di O₂
Figura 1. Rappresentazione schematica. La CO₂ sale fin dal primo istante dell’apnea e provoca la fame d’aria, poi la prima contrazione. La saturazione di ossigeno resta alta per buona parte dell’apnea prima di calare. Basato su Lindholm & Lundgren (2009) e Bain et al. (2018).

Nei principianti la fase di lotta è spesso breve, perché le prime contrazioni vengono vissute come un motivo per fermarsi. Negli apneisti allenati può occupare una parte importante dell’apnea totale2. La capacità di tollerare la combinazione di CO₂ alta e ossigeno in calo è riconosciuta come uno dei principali fattori di prestazione in apnea statica, insieme alle riserve di ossigeno e al riflesso d’immersione4. In altre parole, gran parte dei progressi in apnea statica avviene dopo la prima contrazione.

Perché le contrazioni non sono un allarme di ossigeno

L’interpretazione istintiva di una contrazione è: sto finendo l’aria. La fisiologia dice altro. Poiché le contrazioni dipendono soprattutto dalla CO₂, la prima arriva di solito quando la saturazione di ossigeno nel sangue è ancora alta, come mostra la Figura 1. Il segnale dice che la CO₂ sta salendo, non che l’ossigeno sta per finire.

Ci sono perfino indizi che le contrazioni possano essere utili. In uno studio su apneisti d’élite, Dujic e colleghi hanno osservato che i movimenti respiratori involontari durante la fase di lotta erano associati a una migliore ossigenazione cerebrale3. Le oscillazioni di pressione nel torace che generano sembrano favorire la circolazione del sangue, un po’ come una pompa. È stato osservato su apneisti d’élite, quindi non va sovrainterpretato, ma rafforza un’idea semplice: le contrazioni non sono tue nemiche.

Una contrazione ti dice che la CO₂ sta salendo. Non ti dice che l’ossigeno sta finendo, e nemmeno che sei al sicuro.

Quest’ultimo punto conta altrettanto. Le contrazioni non sono un indicatore di sicurezza in nessuna delle due direzioni. La loro assenza non significa che hai ossigeno in abbondanza: se iperventili prima di un’apnea, elimini CO₂ e le contrazioni arrivano molto più tardi, mentre la tua riserva di ossigeno è cambiata pochissimo. È esattamente il meccanismo alla base di molte sincopi, spiegato in dettaglio nel nostro articolo sulla prevenzione della sincope.

Come gestire le contrazioni

Le contrazioni sono riflessi. Non puoi fermarle, ma hai molto controllo su quanto ti costano e su come le vivi. Ecco gli approcci che funzionano meglio nell’allenamento di statica a secco.

  • Aspettale e dagli un nome. Una contrazione che aspettavi disturba molto meno di una che ti sorprende. Quando arriva, prendine nota mentalmente, senza giudizio: eccola.
  • Lascia muovere la pancia. L’istinto è irrigidire l’addome contro il sussulto. Fai il contrario: tieni la pancia morbida e lascia che il diaframma si muova. Opporsi aggiunge tensione muscolare e fa sembrare ogni contrazione più forte.
  • Cerca le tensioni. Le contrazioni tendono a trascinare altri muscoli: mascella, spalle, mani, fronte. Dopo ognuna, controlla queste zone e lasciale andare. Un muscolo rilassato consuma meno ossigeno.
  • Prova a deglutire. Alcuni apneisti trovano che una deglutizione leggera sciolga la gola e attenui la contrazione. Non funziona per tutti, ma provarlo a secco non costa nulla.
  • Dai un compito alla mente. Contare le contrazioni, seguire un conteggio mentale lento o visualizzare un luogo familiare allontana l’attenzione dal disagio.
  • Fissa il limite prima dell’apnea. Decidi in anticipo quando ti fermerai, per esempio dopo un certo tempo o un certo numero di contrazioni. La decisione è più serena prima dell’apnea che nel pieno della fase di lotta.
i
E se si lascia uscire un po’ d’aria?

Alcuni atleti di statica esperti lasciano uscire un po’ d’aria verso la fine dell’apnea per attenuare le contrazioni. Così però si riduce anche il volume d’aria nei polmoni e, con esso, la riserva di ossigeno. Non è una tecnica da principianti e non ha posto nell’apnea in profondità. Per l’allenamento a secco da solo, resta sul rilassamento.

Il modo migliore per esercitarsi in tutto questo è la tabella CO2: i recuperi brevi fanno comparire le contrazioni negli ultimi round, con una durata dell’apnea che resta ben al di sotto del tuo massimo. Così ripeti più volte per sessione il rilassamento durante le contrazioni, in un contesto controllato.

Il tempo della prima contrazione come indicatore

La tua apnea massima è un numero molto variabile. Dipende dall’umore, dalla motivazione, da quanto sei disposto a spingere quel giorno, e non dovresti misurarla spesso. Il tempo della prima contrazione è molto più oggettivo: ti succede, che tu sia motivato o no. Misurato in condizioni confrontabili, è uno dei migliori indicatori di come si evolve la tua tolleranza alla CO₂.

Nel timer di statica di Anima Apnea tocchi lo schermo a ogni contrazione. L’app registra il tempo della prima e le tue contrazioni compaiono nelle statistiche per giorno, settimana e mese, accanto alle apnee e alle tabelle. Non devi contare a mente né annotare nulla dopo l’apnea.

Anatomia di un’apnea di 3:00 Fase facile Fase di lotta Contrazione
0:00 0:30 1:00 1:30 2:00 2:30 3:00 All’inizio prime settimane 1ª contrazione · 1:40 Fase facile Fase di lotta l’inizio si sposta Settimane dopo stessa apnea 1ª contrazione · 2:08
Figura 2. Esempio schematico, non dati misurati. La stessa apnea a secco di 3:00 in due fasi dell’allenamento. Ogni tacca blu è una contrazione: si avvicinano e diventano più forti man mano che l’apnea procede. Con un allenamento regolare, la prima contrazione tende ad arrivare più tardi e la fase di lotta si accorcia a parità di durata dell’apnea.
Cosa registrare e come leggerlo
IndicatoreCosa rifletteCome usarlo
Tempo della prima contrazioneTolleranza alla CO₂, fine della fase facileConfrontalo sullo stesso tipo di apnea, settimana dopo settimana
Numero di contrazioniDurata e intensità della fase di lottaMeno contrazioni a parità di apnea sono un segno di adattamento
Durata della fase di lottaTempo tra la prima contrazione e la fine dell’apneaCresce man mano che impari a restare rilassato durante le contrazioni
Tempo totale di apneaPrestazione complessivaMisura il massimo di rado; lascia che gli altri indicatori guidino l’allenamento quotidiano

Come si sposta la comparsa con l’allenamento

Con una pratica regolare, di solito cambiano due cose. La prima contrazione tende ad arrivare più tardi a parità di tipo di apnea, e quelle che seguono risultano meno travolgenti. In parte è un adattamento fisiologico alla CO₂ alta, in parte è apprendimento: una volta che sai che una contrazione è innocua, smette di innescare la risposta di stress che la rendeva insopportabile2. Quanto in fretta e quanto lontano si sposta la comparsa varia molto da persona a persona, ed è per questo che l’unica curva da seguire è la tua.

Perché quella curva abbia senso, mantieni condizioni confrontabili: stessa posizione, orario simile, stessa preparazione e lo stesso tipo di ultima inspirazione. Evita le apnee subito dopo mangiato. Aspettati oscillazioni quotidiane dovute a sonno, stress e stanchezza, e guarda la tendenza su più settimane piuttosto che le singole sessioni. Un buon ritmo sono due o tre sessioni di CO₂ a settimana, abbinate di tanto in tanto a una tabella O2.

✓
Un salto improvviso è sospetto

I progressi nel tempo della prima contrazione sono graduali. Se all’improvviso la tua arriva molto più tardi del solito, controlla la preparazione prima di festeggiare: respirare più in fretta o più a fondo prima dell’apnea abbassa la CO₂ e ritarda le contrazioni senza aggiungere alcuna riserva reale.

Contrazioni e sicurezza

Imparare a tollerare le contrazioni è il cuore dell’allenamento in apnea statica, ed è proprio per questo che va fatto in un contesto sicuro. Restare calmi durante la fase di lotta ti avvicina ai tuoi limiti fisiologici, e una sincope può verificarsi senza alcun preavviso.

!
Allena le contrazioni solo a secco

Da solo, pratica solo a secco, sdraiato o seduto in un luogo sicuro: mai in piedi, alla guida, nella vasca da bagno o in qualsiasi specchio d’acqua. Non iperventilare mai. In acqua, solo con un compagno formato che ti sorvegli per tutto il tempo. Interrompi subito l’apnea se noti formicolii, disturbi visivi, confusione o qualsiasi sensazione insolita. Consulta prima il medico se hai problemi cardiaci o polmonari, epilessia o sei in gravidanza.

Domande frequenti

Le contrazioni sono pericolose?

No. Sono una normale risposta riflessa all’aumento della CO2, e non indicano che stai per restare senza ossigeno. Per la sicurezza conta dove ti alleni: a secco e sdraiato, oppure in acqua solo con un compagno formato.

Perché in certi giorni le contrazioni arrivano prima?

Stanchezza, stress, un pasto recente, un sonno scarso o una preparazione affrettata possono anticiparle. Confronta sessioni svolte in condizioni simili e guarda la tendenza su più settimane, non il singolo giorno.

Posso impedire che arrivino le contrazioni?

Non in modo sicuro. L’unico modo rapido per ritardarle molto è l’iperventilazione, che elimina l’allarme della CO2 e aumenta il rischio di sincope. L’allenamento invece le sposta più avanti e le rende più tollerabili, in modo graduale.

Quante contrazioni dovrei accettare in allenamento?

Non esiste un numero universale. Nelle tabelle CO2 a secco, gli ultimi round includono di solito qualche contrazione. Decidi il tuo limite prima dell’apnea, resta ben rilassato e fermati subito se compare una sensazione insolita.

È normale non avere nessuna contrazione?

Nelle apnee brevi, sì. Nelle apnee lunghe, l’assenza di contrazioni è più spesso il risultato di aver ventilato troppo prima dell’apnea. Non è un regalo: significa che il tuo principale segnale d’allarme è stato spento.

Registra ogni contrazione con un solo tocco

Anima Apnea registra il tempo della prima contrazione in ogni apnea statica, mostra le tue contrazioni per giorno, settimana e mese e crea tabelle CO2 e O2 adattate al tuo record personale.

Scarica gratis

Fonti

  1. Lindholm P, Lundgren CEG. The physiology and pathophysiology of human breath-hold diving. Journal of Applied Physiology, 2009.
  2. Bain AR, Drvis I, Dujic Z, MacLeod DB, Ainslie PN. Physiology of static breath holding in elite apneists. Experimental Physiology, 2018.
  3. Dujic Z et al. Involuntary breathing movements improve cerebral oxygenation during apnea struggle phase in elite divers. Journal of Applied Physiology, 2009.
  4. Schagatay E. Predicting performance in competitive apnoea diving. Part I: static apnoea. Diving and Hyperbaric Medicine, 2009.
LM
Lucas Massoni

Creatore di Anima Apnea, l’app di allenamento per l’apnea statica. Scrive di metodo, fisiologia e sicurezza nell’allenamento in apnea.